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NEWS: CHRIS LIBERATOR biografia


Chris Liberator bio

La mia ragazza urla contro di me. Ecco perchè qualche volta torno da un giro senza soldi. Lei s'incazza, e io "non potevo prendere soldi da loro, erano molto in gamba". Ho vissuto a nord di Londra tutta la mia vita, ma in realtà sono nato in un quartiere a est di Londra (Hornchurch, Essex, ma non parliamone). Quando ero un teenager ho speso la maggior parte del tempo sul punk, ispirato da band come Sex Pistols, Stranglers, Wire e così via. Stavo in diverse band, ma non abbiamo mai avuto la possibilità di suonare in pubblico fino a che la scena squat (le case occupate n.d.r.) ha preso piede e abbiamo suonato gratuitamente in feste illegali. Come il West London's Centro Iberico Anarchy Centre e l'originale Anarchist Centre in Wapping. Mi sono divertito un sacco, ho incontrato un casino di gente e conosciuto un nuovo modo di far politica. L'atteggiamento trasparente e aperto che emanavano band inarco-punk come Sub-Humans, Poison Girls, Apostles, Crass, ecc. Stimolarono molto il modo in cui pensavo, sebbene la scena delle nascenti etichette (labels) capeggiata originariamente da etichette come Rough Trade, Fast Records and Fuck Off Records mostrava che c’era una reale alternativa alle etichette maggiori che opprimevano il panorama musicale. Tutto ciò ha aperto i miei occhi a cose che normalmente non vedevo. Negli anni successivi la mia vita cambiò. In qualche modo sono riuscito a iniziare e finire un diploma in materie umanistiche (inglese e filosofia) al Hatfield Poly (now Hertfordshire University) e nel frattempo a suonare in band come l'ingloriosa Hagar the Womb. Dopo e durante il diploma mi sono speso per la musica, prendendo lavori di merda come commesso, "firmandoci su", vivendo in case-canili affittate o in case occupate e sopravivendo ai miei spiriti. La musica per me è sempre venuta prima, come anche la convinzione che non volevo lavorare per un'azienda nel modo usuale. Quando Hagar the Womb si sono divisi e l'intera scena punk ha cominciato a diventare una parodia di se stessa, ho dato il via ad una nuova band chiamata "We Are Going To Eat You", che poi è diventata "Melt". Abbiamo cominciato a scrivere canzoni e a flettere i nostri muscoli musicali. Ripensandoci qualcuno dei nostri dischi era un po' Indie e datato, ma è l'unica volta che abbiamo tentato di entrare nell'industria musicale corteggiando le grandi etichette e cercando di fare accordi. Ci hanno fottuto; presi tra un'etichetta indie e diverse majors ci siamo trovati in un groviglio legale che ha davvero ucciso la band proprio quando cominciavano a diventare bravi. Mi ha insegnato quello che dovrei aver già imparato. Mai svenderti e mai perdere il controllo di quello che fai. Durante la scomparsa della banda ho cominciato ad interessarmi alla musica elettronica e tanto altro, e, inevitabilmente di musica dance, attraverso Mark Stewart e Mafia, Tackhead, Revolting Cocks e Suchlike. Sono approdato alla techno verso l'89/'90. E' stato allora che ho incontrato Julian, e poi Aron, che erano tutti e due impegnati nelle stesse cose e vivevano insieme in una casa occupata nel nord est di Londra come me. I nostri amici e la nostra scena era ancora molto orientata sul punk/case occupate/viaggiatori e la dance music non ha avuto un grande impatto in quell'ambiente. Sebbene io e Julian espandemmo la nostra collezione di dischi e andammo tutti i fine settimana ai raves, noi sentivamo che questa musica e il nuovo indirizzo politico dell'ambiente "rave" poteva avere un impatto sulla nostra situazione solo senza tutta la merda commerciale che cominciava a permearlo. E' stato allora che alcuni dei miei amici misero insieme uno sound system e mi chiesero di andare in un party in una casa occupata a Islington. Non era un evento commerciale, ed era organizzato come un party di una casa occupata, ma c'erano dj che suonavano techno. Loro si facevano chiamare Shrape Collective, (poi "Urge"). Nello stesso periodo Julian stava organizzando party simili nella sua grande casa occupata in Stoke Newington con bands in un piano e techno in un altro. Ma non c'erano dj, solo cassette. Tutto è cambiato quando Aaron si è fatto vedere una notte; aveva la strumentazione e propose di suonare insieme nel party successivo. Lo facemmo, e cosè naque Liberator. Organizzammo diversi party durante l'autunno e l'inverno dal '91 al '92 e nel mentre partecipammo in molti svolazzanti sound system liberi che videro la luce prima e durante questo periodo, il più importante dei quali era Spiral Tribe. Spiral Tribe era l'essenza della scena esterna Rave; molti non avevano voglia di pagare 30 sterline per entrare nei parties, così li organizzarono in campagna, in magazzini, dovunque. Il gruppo Bedlam hanno cominciato a lavorare in questo periodo. Noi li abbiamo incontrati tramite Conspiracy, un gruppo di organizzatori di feste con cui lavorammo durante l'inverno del '91, e continuammo a fare feste con loro nei due anni seguenti. Quel periodo è stato fantastico, poichè le autorità non erano sicure di come rispondere fino al 1992 quando tutto esplose, fino al leggendario Castlemorton party, e il seguente Criminal Justice Act. Se non sei mai stato in un party libero allora ti perdi qualcosa. E' un peccato che almeno come fenomeno sociale, questa scena veramente undergorund non sia stata vissuta più universalmente. E' diversa dalla cultura dei club; le barriere razziali e di classe sono abbattute più qui che ovunque altro luogo. Nessuno l'ha mai studiato come fatto sociale, forse perchè sembra inibente di primo acchito; ricordo a metà degli anni '80 prima di Explosion, l'intera cultura giovanile era molto pericolosa! C'erano punk che combattevano i modelli, Dio sa solo chi altro c'era coinvolto. E (extasi’s) ha salvato tutto questo, ed è cresciuta fuori dai parti illegali. Ha spinto molte persone su altre cose e gli ha permesso di fare cose un po' più significative che combattersi uno con l'altro. La scena illegale ha portato questo ad un livello più avanzato e politicizzato. Parliamo di musica. .. Acid techno in particolare. Prima che cominci a pensare che è fatto semplicemente di 303 urlanti e nient'altro, non lo è! Quando abbiamo cominciato con la nostra etichetta "Stay up forever" nel 1993 eravamo veramente ispirati dal sound del 303 che abbiamo preso e focalizzato nel suono techno acido classico. L'etichetta sopravvive ancora oggi, ed è ancora orientata sul 303. Ma nel 1995 abbiamo dato vita ad un'altra etichetta chiamata Cluster che non suona per niente 303. Aveva ancora il suono grezzo della techno acida londinese. Tutte le etichette amiche, compresa la Routmaster, Smitten e ancora più recenti 4x4, Hydraulix, RAW, e Powertools solo per citarne alcune, hanno spinto questi suoni in tutte le direzioni. La techno acida ha cambiato molto nel corso degli anni, dalle origini del 303 sguaiato fino ai diversi tipi di techno. La sua essenza è la techno hard tribale con una propensione per suoni similari. A me piace pensare di fare musica house con intelligenza, che ancora ti da un forte impatto quando fuoriesce da un grosso sound system. Per dirlo in una frase grezza, musica dance urbana. So che qualcuno mi vede come una sorta di ambasciatore, e qualche volta come un capro espiatorio, della cultura techno acida. Bene, ma non mi piace pompare me stesso o questa scena, o provare a spendere la mia vita nel difenderla. E' li, prendere o lasciare, una scena underground che prospera bene sotto il suo stesso vapore (da sola) con una trascurabile copertura dei media. Come per il culto del dj, passo la mia vita a combattere il mito del "famoso dj". Odio il fatto che i dj siano trattati come rockstar. Qualche volta escono, suonano, vanno nella sala VIP per farsi vedere per un po', e poi entrano in macchina e tornano a casa. Quando io suono da qualche parte, parlo con le persone, per trovarmi con loro, e mi diverto. Mi ricordo sempre che sono fortunato a fare quello che faccio. E quello che mi dato sempre molto di più di quello che io do. Viaggi in Europa, Sud America, Israele e Australia sono un ritorno impagabile, e mi danno la possibilità di vedere diverse culture, e ho conosciuto veri amici in tutto il mondo. Mi piace fare il dj. E' la mia forza. Ma non sono mai soddisfatto con I miei dj set. Penso sempre a quello che avrei potuto fare diversamente. Quando non suono, dirigo un'etichetta. Sembra che passi la maggior parte del mio tempo a dirigere l'etichetta piuttosto che a suonare. La maggior parte del tempo faccio fatture, faccio conti, e sto dietro agli affari. Non è tutto Rock and roll. Faccio anche molta musica e ho pubblicato diverse cose negli anni, sia da solo che con latri produttori. Al momento possiedo un'etichetta chiamata Maximum Minimum. Va molto bene per basse tirature, con un limite di 1000 copie. Ho hanche dato vita ad un'etichetta chiamata Yolk (tech-house/funky techno) e Double 7 (con Ben Balafonic) per produrre breaks e funky house. Altri progetti a breve come anche I soliti Smitten/Stay Up Forever etc... produzioni techno acide in cui sono coinvolto, incluso un nuovo progetto di House con Dave the Drummer. Ma non posso ancora dirti il nome. Chiunque scopre cos'è e mi spedisce un'email con il nome corretto vincerà un premio scelto da me. Il primo singolo non è ancora fuori, quindi non cominciate ancora. Allora, ecco dove sono arrivato al momento, fra 10 anni starà probabilmente ancora vivendo a Londra e producendo musica. Il mio tempo è così pieno con la musica; non riesco a immaginare quando finirà. Alcune cose fruttano soldi, altre no, ma non riesco a pensare di mollarne nessuna. ***As Chris Liberator***

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